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Ricostruzione del Rifugio Alpino Spruggio Giovanni Tonini 

+ Type: Tourist and recreational - Competition Client: SAT Società degli Alpinisti Tridentini Location: Baselga di Pinè - TN Year: 2025 Concept design  Il nuovo Rifugio “Giovanni Tonini” si configura come una presenza misurata e riconoscibile nel cuore del Lagorai, lungo il tracciato dell’Alta Via del Porfido. In questo ambiente, segnato da sedimentazioni geologiche e da una lunga tradizione mineraria, l’architettura si pone come segno leggero, capace di stabilire una relazione discreta con il paesaggio e la sua storia. Il porfido, materiale identitario del contesto, diventa l’elemento guida del progetto: ne ispira la matericità, le cromie e la massa compatta del volume, contribuendo a definire un’architettura profondamente radicata nel paesaggio che la accoglie. Il progetto si inserisce in questo contesto non per mimetismo, ma per affinità di linguaggio e materiali. Le proporzioni semplici, l’impianto funzionale chiaro e l’uso controllato di aperture costruiscono un edificio che non cerca visibilità, ma autorevolezza silenziosa. Il volume si adagia al suolo, sfruttando una lieve pendenza per interrare parzialmente il livello tecnico e ridurre l’impatto visivo sul versante di valle. Il rivestimento in porfido locale posato a spacco, richiama i muretti e i terrazzamenti della tradizione alpina, conferendo al progetto radicamento e solidità senza eccessi. Il rifugio diventa anche strumento di lettura del paesaggio: l’apertura della sala da pranzo verso ovest, con una grande vetrata che incornicia le cime e i boschi del Lagorai, trasforma lo spazio interno in un punto di osservazione privilegiato. Il rifugio non compete con il paesaggio, ma lo valorizza attraverso scelte compositive misurate e materiali in dialogo con la natura stessa della montagna. Il progetto tiene conto della stagionalità d’uso del rifugio e della sua particolare collocazione. Durante l’estate, la posizione accessibile e la terrazza affacciata verso valle ne fanno un luogo accogliente di sosta e osservazione per gli escursionisti in transito. In inverno, il volume compatto e l’organizzazione funzionale semplificata rendono l’edificio facilmente gestibile anche in assenza di presidio. La forma essenziale, priva di sporgenze e aggetti, limita l’accumulo di neve e non richiede interventi protettivi particolari, grazie anche alla posizione non soggetta a valanghe. L’interno, rivestito in legno naturale, offre un ambiente accogliente e raccolto, in netto contrasto con l’esterno innevato. Questa dissonanza tra l’aspetto sobrio dell’involucro e l’atmosfera accogliente degli spazi interni costituisce uno degli elementi distintivi dell’esperienza del rifugio: un luogo semplice, ma capace di offrire comfort e riparo autentico in ogni stagione. Una delle operazioni più significative del progetto riguarda la ridefinizione del versante meridionale, dove si trovano la stazione di arrivo della teleferica e il vano tecnico. Il profilo naturale del terreno viene sagomato per inglobare questo volume e farlo scomparire nella morfologia, permettendo così alla nuova volumetria del rifugio di emergere in modo chiaro e leggibile, libera da elementi di disturbo e fisicamente avvolta dal paesaggio.

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